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Scegliere un apprendistato in Ticino: il ruolo dei genitori

   
AITI

Il classico bivio. Quante volte nella vita lo si incontra. La scelta da prendere. Quella che fa pendere l’ago della bilancia in un verso piuttosto che in un altro. Destra o sinistra. Avanti o indietro.

Gli ostacoli nella scelta

Il primo, importante step, è la scelta sul percorso da affrontare un volta terminate le scuole medie. Il primo ostacolo da superare, non di certo l’ultimo. Una scelta che tuttavia non risulta essere definitiva, perché alla fine di questo primo tratto di strada il ventaglio di scelte è ancora, fortunatamente, molto ampio. E i rimpianti, nel caso, possono ancora attendere. Passato, metaforicamente parlando, questo primo scoglio ecco che subito se ne presenta subito un secondo. Ancora più grande. Quello che sì, a conti fatti, farà pendere, anche se forse non per sempre, la bilancia. Quello che potrebbe per davvero caratterizzare la propria vita. Quello che mette davanti ad una certezza. Forse anche scomoda. Far capire che l’adolescenza è ormai un lontano ricordo e che è, per qualcuno finalmente per altri meno, arrivato il momento di diventare grandi. E di conseguenza iniziare, in maniera seria, a prendersi le proprie responsabilità.

Cosa voglio fare davvero da grande?

Ed ecco che in men che non si dica ci si trova davanti ad una scelta. Anzi, la scelta. Cosa vorrei diventare? Che lavoro vorrò svolgere nella mia vita? Chi vorrò essere? E i primi a sentirsi impreparati di fronte a questo bivio che darà forma alla vita sono i genitori. Che devono consigliare, non decidere, ad esempio l’apprendistato in Ticino giusto per il proprio figlio.

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I genitori dunque. Quelli per cui i figli, nonostante siano cresciuti, saranno sempre i loro bambini. E invece no, perché i bambini sono diventati adolescenti e gli adolescenti tra poco saranno pronti per diventare uomini. Anche e soprattutto lavorativamente parlando. Il problema, se di problema in questo caso si vuol parlare, è che la scelta che indirizzerà la vita lavorativa, spesso e volentieri, non saranno i figli, diretti interessati, a prenderla. Ma loro: i genitori. E se andrà bene le due scelte combaceranno. Quando invece desideri e realtà non collimeranno, il sogno dei genitori, quello che magari in passato per primi loro non erano stati capaci o nelle possibilità di tramutare in realtà, diventerà in pianta stabile il futuro dei figli. Attenzione! Non sempre questo rappresenta un qualcosa di negativo, anzi. Magari potrebbe rappresentare una buona opportunità, un apprendistato in Ticino che semplicemente voi ragazzi per primi non avevate preso in considerazione inizialmente. Questo articolo, a conti fatti, speriamo possa essere utile tanto ai giovani quanto ai genitori.

Da dove iniziare?

Da dove iniziare quindi? Da una semplice, forse più in apparenza che nella realtà, considerazione. La scelta finale dovrà essere quella del figlio. Perché la vita è la sua. Voi (genitori) le vostre scelte le avete compiute tempo fa. E quindi non sta scritto da nessuna parte che la vostra strada debba, presto o tardi, intersecarsi con quella dei figli. Perché una scelta non fatta ma subita, come quella di cosa voler fare da grandi, spesso si tramuta in un fallimento. Perché un prerequisito fondamentale per il successo è avere passione in ciò che si fa. È quindi imperativo che la scelta di un apprendistato sia fatta da chi quella strada è intenzionato a percorrerla. Quello che i genitori possono e devono fare è sostenere, appoggiare, i propri figli nella scelta. Come? Per prima cosa credendo in loro. Ed è in alcuni casi questo l’esercizio per molti più difficile. Perché si pensa che i figli siano come dei supereroi. E lo si crede talmente tanto che alla fine, a volte, si rischia di creare delle false aspettative. Che faranno male a voi. Certo. Ma soprattutto a loro. Che invece di sentirsi spalleggiati, si sentiranno soli, abbandonati, incapaci. E nella peggiore delle situazioni. Inutili.

Ma non è finita qui

Seconda cosa. Dategli e datevi del tempo. Non sposate in nessun modo il concetto del “tutto e subito”. Roma, come recitava un antico ma quanto mai attuale proverbio, non è stata costruita in un solo giorno. Per ottenere qualcosa, per diventare qualcuno, per realizzarsi nel lavoro, come nella vita c’è bisogno di tempo. Di darsi soprattutto del tempo. Il traguardo è la, esiste, è reale. E se voi ragazzi che avete optato per un apprendistato in Ticino non vi farete prendere dalla frenesia di arrivare subito, il percorso da irto di ostacoli, in salita e faticoso potrebbe tramutarsi in una splendida e rilassante passeggiata primaverile. Di quelle che a distanza di tempo si ricordano ancora con piacere.

Il ruolo dei genitori: un equilibrio delicato

Il compito, ancor più importante, di chi la strada di un apprendistato deciderà concretamente di percorrerla, sarà però dei genitori. Che dovranno comportarsi come gli equilibristi del circo. Solo calibrando alla perfezione i gesti supporterete nel migliore dei modi i vostri figli nella scelta. Un supporto che non dovrà mai essere un’irruzione. Uno scavalcare. Ai ragazzi dovrà essere data la possibilità, perché no, anche di sbagliare. Perché anche gli errori, quelli naturalmente fatti in buona fede, sono utili in un percorso di crescita, quale può essere un apprendistato. Dovrete essere la mano che li aiuterà a rialzarsi se cadranno. Il porto sicuro dove potranno sempre tornare.

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