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Fondare una StartUp: da dove partire?

   
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Il Ticino, per i residenti oltre Gottardo, è sicuramente una meta piuttosto ambita per quanto riguarda il turismo locale, forse un po’ meno quando si tratta di cercarvi opportunità lavorative. Tant'è vero che, non solo l’immigrazione di persone provenienti dal resto della Svizzera è bassa, ma si riscontra un fenomeno di emigrazione verso il resto del Paese: nel 2017, 6'682 ticinesi avevano un domicilio secondario in un altro cantone per motivi di studio o lavoro, facendo registrare quell'anno una diminuzione della popolazione pari allo 0,2%.

Allo stesso tempo, la distribuzione della popolazione residente ticinese non è confortante: attualmente il 22,3% della popolazione è composta da ultrasessantacinquenni e le previsioni da qui ai prossimi 25 anni sono piuttosto preoccupanti: la fascia di età appena citata raggiungerà il 30% mentre ci sarà una diminuzione del 7,5% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni.

Nonostante gli sforzi delle istituzioni per riprendersi i giovani neolaureati ticinesi d’oltralpe (si veda per esempio il progetto Estage oppure il Progetto Talenti), le nostre testine continuano a crearsi opportunità nel resto della Svizzera.

In Ticino, le storie di successo non mancano di certo. Le figure professionali che apportano idee intraprendenti iniziano sempre più a farsi spazio sullo scenario cantonale, ma dobbiamo comunque fare i conti con la concorrenza del mercato del lavoro di oltre Gottardo. Quindi cosa si sta perdendo il Ticino? E perché, soprattutto i giovani, preferiscono partire?

Per rispondere siamo andati a Berna, dove abbiamo incontrato un giovane, brillante startupper ticinese: Pietro Gagliardi, che insieme al suo socio Simone Cogno e altri due ticinesi, nel 2017 ha fondato CLEVERON, proprio nella capitale elvetica.

In modo molto politically correct, Pietro dà una prima motivazione: "siamo rimasti dove eravamo: prima di fondare Cleveron AG lavoravamo già qui". Prosegue poi citando uno dei più grandi limiti degli svizzeri italofoni: "avviare un’azienda in Ticino all'inizio potrebbe essere un vantaggio per via della lingua, ma a lungo termine non lo è. Il tedesco riguarda una regione più ampia, per noi che vogliamo creare un’attività scalabile il Ticino è troppo piccolo".

Ancora qualche sorso di caffè e Pietro si lascia andare: "in Ticino siamo indietro di almeno 10 anni rispetto al resto della Svizzera. Probabilmente l’influenza della mentalità italiana, improntata su un metodo di lavoro anni ’80-’90, fa la sua parte (e per metà sono italiano)".

Ed eccola, la dura verità! Il Ticino ha bisogno di innovarsi: "se dimostri di aver voglia di fare, su ti aiutano e ti danno fiducia. In Ticino c’è ancora un’idea di carriera verticale mentre qui si predilige quella orizzontale, attenta ai bisogni dei collaboratori". E si potrebbe aggiungere: al passo con i cambiamenti generazionali.

Pietro di formazione è ingegnere meccanico, specializzato in energia presso l’università professionale di Friburgo. Come tanti è preoccupato per l’ambiente: "prima ancora di pensare a come creare energia verde, per risolvere i problemi ambientali, tutti devono diminuirne il consumo".

E alla CLEVERON ci stanno riuscendo: "produciamo termostati intelligenti; in commercio ce ne sono già tanti ma io volevo crearne uno automatico in grado di prevedere le abitudini delle persone".

Si tratta di un dispositivo che permette di regolare la temperatura negli edifici a dipendenza del bisogno effettivo di riscaldamento, diminuendo contemporaneamente il consumo di combustibili e i costi.

"Abbiamo iniziato a lavorare su questa idea a inizio 2016. A quei tempi lavoravo per le FFS. Facevamo i test a casa mia".

Dopo due anni dedicati alla costruzione dell’infrastruttura elettronica, nel 2018 la tecnologia era pronta ma mancava un piano marketing: "abbiamo trovato supporto nel Canton Berna e siamo riusciti a raccogliere investitori: ad oggi la quota degli investimenti ammonta a 750 mila franchi".

Arrivato quindi il momento dell’implementazione del prodotto, i fondatori della StartUp si sono rivolti ai comuni con l’intento di accordarsi su delle sovvenzioni per gli abitanti, ma è saltato fuori che gli edifici pubblici sono le strutture ad averne più bisogno: si tratta infatti di costruzioni riscaldate in modo tradizionale e senza specifici programmi.

E anche se i giovani startupper hanno deciso di non tornare in Ticino, circa la metà dei loro clienti, che hanno accolto questa tecnologia con entusiasmo, si trova proprio a sud delle Alpi: "il Ticino è stato un po’ come il nostro laboratorio; l’installazione dei dispositivi nelle strutture nel comune di Minusio ha funto da progetto pilota".

CLEVERON è un’impresa in crescita e con obiettivi anche piuttosto esigenti: "vogliamo ridurre il consumo di 1 milione di kg di CO2 entro la fine del 2020. Ora riforniamo 30/40 edifici, l’obiettivo è di arrivare a 100. Non vendiamo solo un prodotto, ma una visione".

La via del successo si riassume in una parola: focus. "Ci stiamo focalizzando su una sola cosa, gli edifici delle amministrazioni comunali e statali; per questo abbiamo abbandonato l’idea di rivolgerci agli appartamenti. Avere un nuovo tipo di cliente significherebbe ripartire da zero, chiedersi chi si ha di fronte e quali sono le sue esigenze". Tuttavia per il futuro sono previsti progetti pilota rivolti anche a stabilimenti di aziende private.

Riuscire a vendere i dispositivi alle amministrazioni pubbliche non è semplice, soprattutto per questioni legate alle loro risorse. "Abbiamo iniziato a noleggiare, quindi i prezzi di investimento sono più bassi. I nostri clienti hanno limitazioni di budget, le spese devono essere pianificate tempo prima e questo rallenta il processo. Noleggiando i dispositivi abbiamo accelerato i tempi di acquisizione clienti passando da una media di 4/6 mesi a 4/6 settimane". Strategia totalmente in linea con le tendenze attuali.

Le prospettive future sono rosee, ma la strada è sicuramente in salita: "le StartUp non possono permettersi di sbagliare troppe volte, sbagliando si cresce ma bisogna comunque fare più cose giuste".

CLEVERON non ha mai vinto ad una gara tra StartUp; nonostante ciò l’idea dei quattro ticinesi è riuscita ad avere successo, ricevere fondi e contribuire concretamente alla risoluzione di uno dei problemi più pressanti dei nostri tempi: la protezione dell’ambiente.

 

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