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Favorire l’innovazione è una carta vincente

   
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Mai come oggi le scelte professionali di ognuno richiedono un’accortezza differente da quelle del passato, laddove agli studi in un filo logico seguiva la carriera professionale e l’ascesa sociale. Oggi invece, in una fase d’inizio della trasformazione delle tecnologie e del lavoro, bisogna preoccuparsi molto di più dei cambiamenti e dunque comprendere meglio come crescere professionalmente in una dinamica di mutamento.

innovazione industria manifatturiera

Anche le nazioni e le regioni devono fare analogo ragionamento dal punto di vista delle politiche di sviluppo economico. La collaborazione che supera le frontiere, soprattutto fra macroregioni, è un modello molto conosciuto nella bistrattata Unione europea. Basti pensare ad esempio all'iniziativa “Quattro motori per l’Europa”, che raggruppa sin dal 1988 le quattro regioni più dinamiche del nostro Continente per quanto concerne il settore industriale: Lombardia, Baden-Württemberg, Auvergne-Rhône-Alpes e Catalunya. Insieme queste quattro regioni creano il 9 % del prodotto interno loro di tutta l’Unione europea.

In questa fase le autorità dei paesi che fanno parte di questa alleanza transnazionale sono impegnate nel promuovere progetti comuni per aiutare le piccole e medie imprese nella trasformazione digitale, oramai la sfida del presente più importante per il settore manifatturiero e non solo per esso.

Da un punto di vista concreto stanno nascendo alleanze attorno alla produzione comune di batterie elettriche per l'automotive, ma pure progetti di più ampio respiro come lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nelle aziende attraverso i computer quantistici, che permettono di superare il limite fisico raggiunto oramai dai tradizionali transistor.

La pressione delle autorità internazionali per la transizione verso la mobilità verde ha fatto dell'automotive il settore più esposto alla trasformazione digitale, che tuttavia è destinata a coinvolgere tutti i rami di attività. Sarà probabilmente necessario sviluppare un modello di trasferimento tecnologico adatto alle PMI, che hanno una capacità di assorbire le novità tecnologiche differente dalle aziende più grandi.

industria automotive digitalizzazione

La transizione verso la trasformazione digitale delle imprese non sarà tuttavia compiuta se non affronteremo seriamente e rapidamente anche il tema della formazione delle competenze.

E come ampiamente discusso al recente World Manufacturing Forum di Cernobbio, dieci sono i punti che vanno presi in considerazione:

Primo punto è l’aggiornamento continuo. Il secondo, è che il lavoratore deve essere posto nella condizione di poter ottenere risultati da dispositivi in costante evoluzione. Il terzo, è la realizzazione di un meccanismo pubblico-privato per favorire l’apprendimento del lavoratore. Il quarto è che bisogna superare l’immagine negativa che l’industria si porta dietro, quella di luogo adatto alla fatica fisica e poco pulito. Il quinto è lo sviluppo di profili diversi da quello del superspecialista: le competenze tecniche vanno associate ai soft skill. Il sesto è che la tecnologia va considerata come uno strumento di promozione dell’educazione. Il settimo è che bisogna considerare la tecnologia come un fattore che attiva la scala sociale e l’avanzamento della società. L’ottavo è che bisogna diffondere la consapevolezza dell’importanza della trasformazione digitale. Il nono è che i percorsi di formazione vanno personalizzati, e costruiti in rapporto alle inclinazioni del lavoratore. Il decimo e ultimo punto è che la competizione interna all'azienda va sostituita con la cultura della collaborazione e delle cooperazione.

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