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Workplace Learning – quanto sarà digitale la formazione del futuro?

   
Matthias Puschert

FTM-digital

Nel proprio discorso, in occasione della Giornata dell’industria 2018 all’Hallenstadion di Zurigo, Joe Kaeser (CEO della Siemens) ha sottolineato questa frase:

«La digitalizzazione elimina la mediocrità».

Il tornado digitale soffia, con più o meno forza, sul viso della maggior parte delle aziende. E questo porta agitazione nelle organizzazioni e nelle persone sensibili che vi operano.

Il cambiamento e il movimento; la digitalizzazione e l’agilità: sono questi i temi centrali quando si parla di industria 4.0. L’obiettivo è quello di sapersi presentare sempre al posto giusto e al momento giusto per entusiasmare i clienti con offerte tagliate su misura e altamente personalizzate, e contemporaneamente confrontarsi con la concorrenza globale. Soltanto chi sarà capace di tenersi sempre un passo avanti potrà sopravvivere a lungo, quando il tornado digitale soffierà anche su di lui. 

Ma come si riflette tutto questo sulla formazione di base e continua? Quali offerte, e in quale quadro complessivo, debbono proporre gli enti formativi? E cosa significa questo per i dirigenti, gli specialisti e la forza lavoro? Le nuove modalità di apprendimento che ne derivano, saranno adeguate a tutti i gruppi target, dai più ai meno qualificati? Oppure anche in questo ambito la mediocrità verrà eliminata? 

Le attuali strategie di apprendimento sul posto di lavoro (Workplace Learning) dovranno fornire risposte a questi interrogativi, per consentire alle organizzazioni di tenere il passo con la concorrenza – non solo per attrarre clienti, ma anche per contrastare i rivali nella «guerra per i talenti» – e poter fornire ai propri collaboratori le necessarie opportunità di sviluppo del proprio potenziale, sostenendoli in modo duraturo con la necessaria dotazione di competenze.

Il modello del Workplace Learning è tutt'altro che nuovo, e fa riferimento al ben noto schema 70-20-10, per cui le conoscenze e le competenze vengono acquisite per il 10% attraverso l’insegnamento formale, per il 20% attraverso lo scambio con gli altri e per il 70% direttamente sul posto di lavoro. Questo, però, genera oggi un nuovo ambito di attività, che i collaboratori dovranno saper gestire sempre meglio. Perché 

«apprendere diventa una parte essenziale del lavoro» (Graf, 2017).

Non si tratta dunque più soltanto di gestire un sano equilibrio tra vita e lavoro (Work-Life-Balance), bensì anche di trovare un rapporto bilanciato tra l’apprendimento ed il lavoro, direttamente nella quotidianità professionale. Soltanto così il lavoratore potrà assicurarsi di possedere, anche a lungo termine, le competenze necessarie a svolgere la propria professione. La competenza nell'apprendere diventa così una risorsa essenziale, o meglio:

«la competenza chiave per l’economia VUCA (Volatile, Uncertain, Complex, Ambiguous), poiché essa può consentire di gestire in modo professionale, ovvero flessibile, la complessità e la contraddittorietà» (Graf, 2017).

Le figure dirigenziali e le stesse organizzazioni debbono fornire le risposte adeguate, creando le condizioni e fornendo la libertà necessarie a rendere possibile l’apprendimento. 

L’esigenza di configurare una modalità di apprendimento agile, nel mondo della digitalizzazione, comporta anche, come logica conseguenza, che non ci si può più basare su un „sapere“ generico da accumulare “just in case”. Perché l’obiettivo principale è quello di apprendere in modo efficiente e orientato allo scopo. Questo significa però anche il considerare la possibilità di vedere perse alcune meta-competenze –per esempio: la capacità di risoluzione dei problemi, il pensiero logico e la capacità di auto-organizzarsi – che la formazione classica trasmetteva in modo implicito. Entrambi gli attori della formazione – l’insegnante e l’allievo – debbono oggi, in ogni caso, ripensarsi. Gli insegnanti non sono più i detentori del sapere; sono principalmente dei consulenti all'apprendimento e degli accompagnatori; mentre d’altra parte, dagli allievi, non ci si aspetta più solo l’acquisizione e la comprensione del sapere, ma principalmente l’assunzione di un ruolo attivo nel processo: quello di persona in fase di apprendimento guidato. Le competenze di autoriflessione, di management e conduzione di sé stessi, costituiscono le fondamenta necessarie per raggiungere il successo nell'affrontare le sfide future.

Come terzo pilastro – oltre alle condizioni quadro nelle organizzazioni, e all'impegno da parte degli allievi – servono offerte formative adeguate, che gli enti di formazione dovranno saper progettare. Anche nella formazione, in futuro si assisterà alla digitalizzazione di tutto ciò che potrà essere digitalizzato. Il passaggio all'apprendimento 4.0 è ben descritto dal modello SAMR, di Ruben C. Puentedura. Zierer (2017) lo ha riassunto e descritto nei suoi singoli passaggi: 

  1. Substitution (Sostituzione): la tecnologia sostituisce i mezzi precedenti senza modificarne la funzione
  2. Augmentation (Ampliamento): la tecnologia sostituisce i mezzi precedenti e ne migliora la funzione
  3. Modification (Modifica): la tecnologia rende possibile una sostanziale ristrutturazione dei compiti
  4. Redefinition (Ridefinizione): la tecnologia rende possibile la realizzazione di nuovi compiti, che non erano immaginabili prima

Gli attuali concetti di blended learning e le offerte di e-learning, fino ai contesti di apprendimento virtuale, permettono di farsi un’idea di quanto sarà digitalizzato l’apprendimento in futuro. La trasformazione è in  piena attuazione, e non ci vorrà molto tempo prima di poter assistere all'utilizzo generalizzato dei nuovi mezzi di apprendimento nelle nostre vite.

 

Di Matthias Puschert, Manager della formazione di Swissmem Academy.
Traduzione in italiano di Francesco Puglioli, direttore di FTM e responsabile operativo del CFI.

 

Fonti:

Arnold, R. (2013). Systemische Erwachsenenbildung. Baltmannsweiler; Schneider Verlag Hohengehren GmbH.

Graf, N.; Gramß, D. & Edelkraut, F. (2017). Agiles Lernen. Freiburg; Haufe Lexware GmbH & Co. KG

Zierer, K. (2017). Lernen 4.0 – Pädagogik vor Technik. Baltmannsweiler; Schneider Verlag Hohengehren GmbH.

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