Perché la fiscalità è importante?

   
AITI
< Indietro

Anche in Ticino, l’imposizione fiscale è basata sul principio della progressività. Chi più guadagna più paga e nessuno al proposito ha qualcosa da ridire. Questa progressività in realtà la si ritrova non solo nel pagamento delle imposte sul reddito, anche se molti non se ne rendono conto. Ad esempio, circa un terzo della spesa della salute in Svizzera viene finanziata direttamente dalla Confederazione, cioè attraverso le imposte pagate dai cittadini. Il che vuol dire, anche in questo caso, che chi più guadagna più paga.
Il Ticino non è l’unico Cantone dove una minoranza di contribuenti paga la maggior parte delle imposte. Intanto, se ci sono delle persone benestanti sul territorio ciò vuol dire che quest’ultimo agli occhi di questa fascia di contribuenti è interessante, non solo per ragioni fiscali. Ma non diciamo che si viene a vivere in Ticino solo per il panorama e la buona cucina.
Più o meno una quindicina di anni fa, il popolo svizzero, ticinesi compresi, affossò la proposta della sinistra di eliminare la concorrenza fiscale fra i Cantoni. Loro volevano una Svizzera dove le imposte erano uguali dappertutto, naturalmente più alte di quelle che abbiamo ancora oggi. Perché la concorrenza fiscale fra i Cantoni è positiva se fatta in maniera moderata e intelligente? Perché costringe i governi e i parlamenti cantonali a moderare gli appetiti fiscali e di spesa. Quest’ultima infatti non può essere slegata dalle risorse che la cittadinanza mette e disposizione dello Stato tramite imposte e tasse.

Schermata 2024-05-31 alle 11.27.02


Qualche anno dopo, anche in questo caso con l’avallo dei ticinesi, il popolo svizzero respinse la proposta, sempre della sinistra di eliminare la cosiddetta imposizione secondo il dispendio, quella cioè che riguarda i “globalisti”. Si tratta di stranieri che vengono a risiedere in Svizzera ma non esercitano un’attività lucrativa da noi e vengono imposti secondo il dispendio, cioè un metodo semplificato di calcolo del reddito e della sostanza. In pratica queste persone pagano sul reddito utilizzato per mantenere il proprio tenore di vita. La loro presenza frutta alla Svizzera oltre 800
milioni di franchi l’anno, di cui oltre un centinaio di milioni finisce nelle casse del cantone Ticino.  Bisogna allora rendersi conto del fatto che la presenza di ricchi e benestanti non solo contribuisce in maniera importante a finanziare lo Stato sociale, ad esempio i sussidi di cassa malati per chi guadagna poco, ma evita soprattutto che il ceto medio, che di sussidi non ne riceve, debba pagare ancora più imposte.
Le persone che guadagnano bene non vanno demonizzate. La riforma fiscale in votazione il 9 giugno concede sì una riduzione dell’aliquota massima d’imposta a carico delle persone fisiche, di cui beneficeranno le fasce di reddito più alte, ma viene incontro anche alle altre fasce della popolazione. Intanto, votando Sì si evita un aumento delle imposte del 3 % a tutti già dal 2024. Chi lavora avrà maggiori deduzioni fiscali per le spese professionali. Le imposte di successione e donazione che riguardano gli artigiani e i piccoli imprenditori che lasciano la loro attività per passare l’azienda ad altre persone saranno ridotte. E chi andrà in pensione potrà riscuotere il proprio capitale di previdenza pagando meno imposte. Non è una riforma sbilanciata sui ricchi, è una riforma che serve anche a chi lavora, a chi ha una piccola azienda e a chi va in pensione. E’ una riforma per tutti perché impedisce che tutti noi dovremo pagare più imposte già da quest’anno.

 

Altri articoli del blog