30 miliardi di franchi svizzeri. Come ricordava recentemente Avenir Suisse, il think thank dell’economia elvetica, i costi della burocrazia in Svizzera hanno oramai raggiunto una cifra molto elevata in termini di mancata performance economica. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) afferma che le sole PMI spendono oltre 6 miliardi di franchi svizzeri all’anno in costi esterni per conformarsi ai requisiti normativi. Innegabilmente, un’eccessiva regolamentazione soffoca l’innovazione, è costosa e mette a dura prova la pazienza dei cittadini. Questa situazione sta diventando sempre più problematica, anche in Svizzera.
La burocrazia cresce di rado per una singola decisione, più spesso tramite una moltitudine di regole, ancorché in buona fede. Nel corso degli anni e dei decenni il sistema diventa sempre più complesso, con costi in aumento per le aziende e la popolazione. Anche in Svizzera, nonostante l’elevata qualità della piazza economica, l’incremento della densità normativa e gli oneri amministrativi sono sempre più percepiti come un peso.
La digitalizzazione promette un po’ di sollievo, ma spesso non affronta le cause reali della burocrazia: ci si limita a mappare digitalmente le normative esistenti invece di semplificarle, esaminarle o ridisegnarle.

Più regolamentazione: oggi la Confederazione modifica più leggi e ordinanze che mai. Negli anni ’60 si rettificavano circa 150 atti normativi all’anno, oggi oltre 500. Cresce inoltre la cosiddetta tendenza del “soft law”: circolari, piani settoriali, norme ecc. si aggiungono e ingolfano l’apparato amministrativo.
Un carico elevato: per il 60 % delle imprese il carico normativo, nonostante i progressi della digitalizzazione, è elevato. Procedure edilizie, permessi e norme doganali restano particolarmente complessi.
Ampio regime dei prezzi: in Svizzera, oltre la metà dei prezzi non è più determinata solo dalla domanda e dall’offerta, ma direttamente o indirettamente influenzata dallo Stato. Un picco inglorioso, nel confronto con l’OCSE.
Perdita di benessere evitabile: i confronti internazionali evidenziano la minore efficacia dei processi amministrativi svizzeri rispetto ai migliori Paesi dell’OCSE (ad es. Danimarca e Svezia). Oggi il PIL pro capite sarebbe superiore del 5 % circa, se la Svizzera avesse raggiunto un livello di efficienza simile dieci anni fa.
Raccomandazioni
L’importanza di una buona regolamentazione. Quando a causa delle normative si perde di vista l’essenziale, secondo Avenir Suisse serve una riforma. Ciò presuppone da un lato nuove leggi e regolamenti: sono necessarie migliori valutazioni dell’impatto normativo, trasparenti, sottoposte a controllo esterno e basate su una chiara analisi costi-benefici. D’altro canto, occorre rivedere sistematicamente le normative esistenti.
Le valutazioni ex-post dovrebbero mostrare se i regolamenti raggiungono i loro obiettivi o comportano effetti collaterali indesiderati. Se i risultati non sono soddisfacenti, è necessario apportare modifiche o cancellazioni.

