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Qual è lo stato di salute delle nostre aziende?

   
AITI

Come stanno le nostre aziende? Si tratta di una domanda che stimola numerosi riflessioni, specialmente in un periodo dove la rivoluzione tecnologica è ormai una realtà affermata. Per il 2019 – ci ha spiegato il direttore regionale di Credit Suisse Marzio Grassi – la crescita sarà dell’1,9%. Un incremento rilevante ma comunque inferiore rispetto allo scorso anno.  I maggiori impulsi arriveranno dai consumi privati mentre il contributo che arriverà dal commercio con l’estero potrebbe indebolirsi. In linea di massima comunque lo stato di salute delle nostre aziende è molto buono. “I risultati ottenuti sia dal lato finanziario che sotto il profilo della capitalizzazione - ha detto Grassi - finora sono soddisfacenti. Le aziende investono in modo oculato e creano di conseguenza posti di lavoro”.

Quali saranno i settori trainanti e quali invece marceranno sul posto?

Nello specifico risultati positivi arriveranno, con tutta probabilità, dal settore farmaceutico e dalla produzione industriale di vario genere. Per contro a rallentare saranno invece soprattutto gli investimenti immobiliari. La causa di questa frenata è da ricondurre all’eccesso di offerta tuttora presente in diverse regioni

Parola chiave INNOVAZIONE

Per la Svizzera e per il Ticino questo è un punto fondamentale. Lo scorso anno – ha spiegato Marzio Grassi di Credit Suisse – sono state depositate  più di 7mila domande all’ufficio brevetti europeo. Un record assoluto. Una media di 900 richieste per milione di abitanti; cifre che collocano la Svizzera al primo posto a livello europeo.  A dimostrazione del fatto – se mai ce ne fosse stato bisogno – che la competitività della Confederazione è molto elevata. Questo fa della Svizzera un interlocutore privilegiato – assoluto in alcuni casi – con numerose altre Nazioni in tutto il Mondo.

E a livello di posti di lavoro?

Questa “supremazia elvetica all’estero” si traduce con una richiesta sempre più elevata; tuttavia, tanti posti di lavoro sono sempre più specializzati. Per questo motivo per alcune posizioni è giocoforza inevitabile far capo a lavoratori provenienti dall’estero qualora tra i residenti non si trovassero lavoratori specializzati nel determinato settore. Un secondo punto importante riguarda l’apprendistato: in Svizzera si registrano oltre 218 mila posti di lavoro destinati agli apprendisti, dato che equivale a una media di 1 apprendista ogni 23 occupati. 

Come è cambiato il mondo del lavoro negli ultimi anni?

I posti di lavoro, come detto, sono in crescita e in alcuni ambiti la richiesta supera l’offerta. A variare semmai sono state le tipologie di lavoro, soprattutto negli ambiti tecnologici in via di sviluppo. È anche vero che ci sono cambiamenti legati proprio all’avvento della tecnologia al servizio dell’uomo. Pensiamo all’esempio dell’e-commerce. Oggi diversi nostri gesti quotidiani vengono svolti online; questo ha permesso la nascita di magazzini, della gestione della logistica, di trasporti, della consegna a domicilio. Insomma, nuove opportunità lavorative per persone fisiche e non solo per nuovi macchinari o tecnologie. Questa rivoluzione tecnologica che ha fatto sì perdere determinati lavori ma al tempo stesso ne ha creati di nuovi o ne ha semplicemente migliorati di “vecchi”. Pensiamo al meccanico d’auto: un tempo aggiustava i motori dopo aver effettuato la diagnosi con l’orecchio. Oggi attacca al motore alcune spine e un computer e, in pochi istanti, fornisce la soluzione al problema. Alla fine però sarà sempre il meccanico, in carne ed ossa, ad aggiustare il veicolo.

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