Aldo Cattano, Founder & CEO di WindracX Sagl, spiega come il sistema di propulsione eco-sostenibile, creato e brevettato dalla sua start-up, punta a supportare la navigazione moderna, riducendo consumi, costi ed emissioni.
Aldo, qual è l’intuizione, rispettivamente la visione, che sta dietro al progetto di WindtracX? Ci racconti brevemente la storia della vostra start-up?
L’intuizione nasce da una domanda molto semplice: se oggi possiamo far volare un drone per svolgere diverse attività, perché non potremmo usare un drone per catturare il vento in modo più efficiente?
WindtracX nasce proprio con l’obiettivo di sviluppare un sistema di propulsione assistita dal vento, che sia automatico, sicuro e scalabile.
La nostra visione è rendere il vento una risorsa realmente utilizzabile anche nella navigazione moderna, riducendo consumi, costi ed emissioni nel settore marittimo.
Il sistema può essere utilizzato sia nello yachting, sia nel commercial shipping. L’idea è nata guardando soprattutto al potenziale delle grandi navi, che consumano enormi quantità di carburante.
Tuttavia - per arrivare al mercato in modo più rapido e concreto - stiamo sviluppando la tecnologia partendo dal settore dello yachting, con l’obiettivo di arrivare progressivamente anche ad applicazioni su imbarcazioni e navi di dimensioni maggiori.
Senza scendere troppo nei tecnicismi, come funziona - concretamente - il vostro innovativo sistema aeordinamico acquilone-drone?
Il nostro sistema utilizza un Airborne Kite Drone, ossia un drone ad ala rigida collegato all’imbarcazione tramite un cavo leggero e resistente. Il drone vola in quota, sfrutta il vento e genera una forza di trazione che contribuisce alla propulsione della barca o della nave.
A bordo c’è una stazione di controllo che comunica con i sensori del vento e con l’autopilota. Il sistema gestisce automaticamente decollo, volo, atterraggio e recupero. L’equipaggio non deve pilotare manualmente il drone: deve solo impostare la rotta e avviare o fermare il sistema.
Durante il decollo e l’atterraggio, il drone utilizza i propri motori elettrici. Una volta in volo, invece, si comporta come un aquilone tecnologico, sfruttando il vento per generare trazione e ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2.
Aldo Cattano, Founder & CEO di WindtracX Sagl
Funziona anche in assenza di vento?
Il sistema è dotato di motori, propulsori e batterie che permettono al drone di decollare, atterrare e gestire le fasi operative in modo autonomo. Tuttavia - per generare una trazione utile alla propulsione dell’imbarcazione - il vento è necessario.
Pertanto, in assenza di vento vicino al suolo, il sistema può gestire le proprie manovre, ma non può offrire il beneficio principale. Una volta in quota, però, il vento c’è quasi sempre per cui lì inizierà a funzionare per la propulsione.
Immagino che la vostra tecnologia sia stata già brevettata…
Sì, la protezione della proprietà intellettuale è una parte importante del progetto. WindtracX ha lavorato su brevetti legati alla propria soluzione, perché il sistema combina diversi elementi innovativi: aerodinamica, cinematica del decollo e dello storage, sicurezza, controllo, trazione e integrazione con l’imbarcazione. Naturalmente, alcuni dettagli tecnici restano riservati, ma la protezione della tecnologia è un punto centrale per lo sviluppo di WindtracX.
L’aquilone-drone che cattura il vento, creato e brevettato dalla start-up ticinese
Dalla fine del 2025, WindtracX ha trovato casa a Lodrino, presso lo Swiss Drone Competence Center. Quali vantaggi ha comportato l’integrazione in una realtà così interessante ed innovativa?
Per noi Lodrino e lo Swiss Drone Competence Center rappresentano un contesto molto importante. Essere inseriti in un ecosistema dedicato ai droni ci permette di lavorare in un ambiente vicino alle nostre esigenze tecnologiche, con accesso a sinerige, competenze, contatti e opportunità di confronto come per il caso di Abintel Sagl con cui abbiamo firmato un LOI (lettera di intenti) e - a breve - sigleremo un MOU (protocollo di intesa).
Per una start-up come WindtracX, non si tratta solo di avere una sede, ma di essere parte di una realtà dove innovazione, testing, collaborazione e sviluppo tecnologico possono crescere insieme. Questo è particolarmente importante per una tecnologia come la nostra, che richiede sviluppo, validazione e confronto continuo con competenze diverse.
Come si svilupperà, nel prossimo futuro, la vostra start-up? Di cosa avete bisogno in questo momento?
Nel prossimo futuro continueremo lo sviluppo e la validazione della nostra tecnologia, con un focus iniziale sul settore dello yachting e della sorveglianza aerea.
L’obiettivo è arrivare a un dimostratore su scala reale per yacht e, successivamente, aprire la strada anche ad applicazioni su imbarcazioni più grandi e nel settore commerciale.
In questo momento abbiamo bisogno di continuare a rafforzare lo sviluppo tecnico, i test, le collaborazioni industriali e il dialogo con partner, investitori e potenziali clienti che credono nel futuro della propulsione assistita dal vento.
La nostra visione resta chiara: il futuro della vela, vola

