Inudstry-concept

La tradizione che si rinnova

   
AITI
< Indietro

Erano i primi mesi del 2000 quando nel caratteristico villaggio di Olivone in Valle di Blenio, venne costituita la COFIT, una società cooperativa per le piante officinali e fitoprodotti ticinesi.

L’iniziativa aveva come scopo quello di promuovere la conoscenza delle piante medicinali ticinesi e dei loro benefici, nonché di favorirne la coltivazione. I prodotti che ne derivarono ebbero un grande successo a livello cantonale e iniziarono ad entrare nella grande distribuzione.

Purtroppo, come spesso accade, la qualità non è sufficiente per determinare la sopravvivenza di un’impresa e nel 2015 la cooperativa COFIT si vide costretta a chiudere i battenti.

Fortunatamente, sei imprenditori ticinesi intervennero rilanciando lo stesso anno la cooperativa, acquistandola e ricostruendo la filiera.

La nuova gestione, conosciuta con il nome Progetto Erbe Ticino lasciò intatta la qualità dei prodotti con l’intento di mandare avanti la tradizione della coltivazione delle erbe ticinesi, ma focalizzandosi su una promozione moderna e incentrando il discorso sulla salvaguardia del territorio ticinese e della sua cultura.

erbe officinali ticino

Simone Galli, Manager Director del progetto Erbe Ticino racconta come questa idea imprenditoriale è riuscita a risollevare la produzione locale e ad avere successo. “Il Ticino ha un grande potenziale nell’agricoltura grazie alle sue caratteristiche territoriali favorevoli per la coltivazione di erbe aromatiche”.

“Con il progetto Erbe Ticino l’intento è anche quello di ripopolare le montagne; i lavori in tali zone sono pochi e difficili, vogliamo dare la possibilità a diversi contadini di coltivare erbe aromatiche”.

Oltre al fattore clima favorevole che permette di eseguire ben cinque raccolte tra maggio e settembre, la presenza delle tre fasce montagna, collina e pianura agevola la coltivazione di diverse tipologie di piante da nord a sud: “non incentriamo tutto in Val di Blenio ma siamo dislocati su tutto il territorio ticinese e lo riteniamo un punto di forza, riusciamo a prendere il meglio un po’ da tutti rispettando le diverse esigenze delle piante”.

La responsabilità sociale è al centro del progetto non solo per la sostenibilità economica, che riguarda la tutela dei produttori locali e l’intenzione di assumere personale autoctono, ma anche per quella sociale e ambientale. Il progetto è infatti attivo nell’ambito socio-professionale grazie alla collaborazione con le fondazioni Diamante, La Fonte, OTAF, San Gottardo e Caritas Ticino.

Allo stesso tempo una parte importante del progetto Erbe Ticino è rappresentata dalla sostenibilità ambientale, data in primis dall’autenticità dei prodotti: “tutti gli agricoltori con cui collaboriamo sono certificati bio suisse, è un marchio di qualità e di origine”.

Altro punto focale del progetto è dato dalla questione chilometro zero. La materia prima è totalmente fornita in loco, ma non tutto il processo produttivo può essere svolto in Ticino. “Non possiamo confezionare tutti i prodotti qui perché le aziende non hanno abbastanza smercio per sostenere delle produzioni del genere e ammortizzare gli investimenti”.

Per una serie di motivi, non è sempre possibile essere ecosostenibili al 100%. “Questi progetti devono essere finanziariamente sostenibili e alla fine dell’anno i conti devono quadrare. Non sempre la sostenibilità può essere la priorità numero uno”.

La sostenibilità ambientale rimane comunque una questione a cuore al Progetto Erbe Ticino: “dopo soli tre anni il progetto sta iniziando ad autofinanziarsi, questo permetterà di investire maggiormente nel miglioramento di altri aspetti”. Erbe Ticino ha già apportato piccoli cambiamenti verso la sostenibilità ambientale, per esempio sostituendo la plastica con la carta delle bustine del thè, ed entro un anno i loro thè freddi saranno contenuti in bottiglie PET totalmente riciclate. “Piccolezze che però possono aiutare”.

erbe bio ticinesi

Il produttore ha sicuramente un ruolo importante nella tutela dell’ambiente, bisogna però ricordare che il consumatore è altrettanto responsabile quando arriva il momento dello smaltimento, purtroppo è più semplice puntare il dito contro le aziende dimenticando questo aspetto.

Un altro limite alla sostenibilità ambientale è dato anche dalle imposizioni burocratiche: “producendo derrate alimentari bisogna considerare aspetti come per esempio l’igiene, o legati all’imballaggio dei prodotti; alcune norme sono talmente rigide che non permettono di essere sostenibili”.

Il progetto Erbe Ticino è relativamente giovane ma i campi di applicazione sono numerosi e le prospettive di crescita sono alte. Infatti le erbe aromatiche trovano spazio sul mercato in diversi settori quali per esempio oltre l’alimentazione, la cosmetica e gli olii essenziali e per ognuno di essi c’è la possibilità di cooperare con aziende locali già attive: “Facciamo un prodotto di base (materia prima) che può essere combinata con tanti altri prodotti locali, come la cioccolata, la birra, la carne e il formaggio, etc.”.

Il progetto ha incontrato l’entusiasmo dei consumatori da subito: “la gente aspettava i nostri prodotti, la grande sfida ora è mantenere la qualità creando nuove ricette e sperimentare nuove coltivazioni”.

E i sogni a lungo periodo? “Il Ticino è conosciuto per il vino, ma chissà che in futuro lo sarà per le erbe aromatiche?”

Ricapitolando: il nostro territorio è ricco di risorse, la volontà di sfruttarle e di investire nel cantone c’è e i buoni propositi per una crescita sostenibile sotto tutti gli aspetti ci sono. Ora sta a privati, ristoratori e altre imprese a fare le proprie scelte di consumo giuste per l’economia, la società e l’ambiente.

ISS Facility Services quadrato

Altri articoli del blog