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La popolazione svizzera è sempre più presente nel mercato del lavoro. E la vita privata?

   
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Partiamo da un dato. E prendiamo come campione di esempio la popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Ebbene in Svizzera la partecipazione al mercato del lavoro di questa categoria è pari all’84,2%. Quasi 3 punti percentuali in più rispetto al 2010. A titolo di paragone solo la popolazione islandese presenta un tasso di partecipazione superiore (88,7%), mentre la media dell’Unione europea è ben più bassa e si situa al 73,3%. Un numero, quello svizzero soprattutto, senza ombra di dubbio elevato. Che pone all’attenzione dei più tuttavia un secondo quesito. È possibile per questa alta percentuale di popolazione riuscire a conciliare il piano professionale con quello legato alla vita privata?

AITI Lavoro e famiglia

Tempo parziale? In Svizzera è la strada più battuta.

Se facessimo un raffronto con l’Unione Europea emergerebbe che in Svizzera il lavoro a tempo parziale è molto più diffuso (il 35,0% nel 2018). Solo i Paesi Bassi presentano un tasso di impieghi a tempo parziale maggiore (49,8%), mentre la media dell’Unione Europea a 28 membri si attesta a un livello nettamente inferiore (19,4%). Ma non è tutto. Perché un numero sempre maggiore di madri con figli piccoli rimane attiva dal punto di vista professionale. Ma come hanno fatto a conciliare al meglio famiglia e lavoro? Dai risultati della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera del 2018, realizzata dall’Ufficio federale di statistica, emerge che hanno cambiato impiego quasi due volte più spesso degli uomini.

AITI lavoro e vita privata

Sempre più madri lavorano

Tra il 2010 (67,4%) e il 2018 (75,7%) si osserva una marcata crescita del tasso di attività delle donne tra 25 e 54 anni aventi figli di età inferiore ai quattro anni. La quota di madri attive aumenta in funzione dell’età del figlio più piccolo. Il loro tasso di attività si attesta all’83,2% quando l’età del figlio più piccolo è compresa tra 4 e 12 anni e all’85,5% fra 13 e 17 anni.

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