ll Barometro Merck della gioventù 2025 offre uno spaccato interessante sulle nuove generazioni e sfata molti stereotipi spesso associati ai giovani. L’immagine che emerge è quella di una generazione meno ribelle rispetto al passato, più pragmatica e orientata alla stabilità, alla salute e alla qualità della vita.
Contrariamente a quanto si sente spesso dire, i giovani non rifiutano il lavoro. Cambiano però le priorità. Salute mentale e fisica, equilibrio tra vita privata e professionale, relazioni sane e sicurezza personale vengono oggi considerati più importanti della carriera tradizionale o dello status sociale. Il successo non è più definito soltanto dall’avanzamento professionale, ma dalla possibilità di vivere bene e mantenere una buona qualità di vita.
Anche nel rapporto con il lavoro emergono aspettative molto precise. I giovani cercano aziende capaci di offrire un ambiente rispettoso, una leadership credibile, salari equi, flessibilità e attività con un significato concreto. Un “buon capo” risulta uno degli elementi più importanti nella scelta di un datore di lavoro, insieme alla possibilità di conciliare professione e vita privata.
Per le industrie ticinesi questo rappresenta una riflessione strategica importante. Molte imprese del nostro territorio possiedono già alcune caratteristiche apprezzate dalle nuove generazioni: prossimità, relazioni dirette, dimensioni umane e maggiore flessibilità organizzativa rispetto alle grandi strutture. Il tema non è quindi solo attrarre talenti, ma riuscire a comunicare meglio questi valori e trasformarli in un elemento distintivo dell’employer branding.

Lo studio evidenzia inoltre una forte differenza tra fiducia personale e fiducia nel contesto sociale. I giovani credono nelle proprie capacità, ma guardano con crescente preoccupazione al futuro collettivo. Guerre, instabilità economica, crisi climatica e cambiamenti tecnologici alimentano un diffuso senso di incertezza. In questo scenario, il posto di lavoro assume anche una funzione di sicurezza e orientamento.
Interessante anche il rapporto con il digitale. L’intelligenza artificiale è ormai percepita come una competenza indispensabile per il futuro professionale, mentre cala l’influenza di influencer e social media tradizionali. I giovani mostrano un approccio più selettivo e pragmatico verso la tecnologia, privilegiando fonti professionali e autorevoli rispetto alla semplice popolarità online.
Nel complesso emerge una generazione meno attratta dagli eccessi e più orientata alla ricerca di equilibrio, stabilità e senso. Per le imprese questo significa che la competitività futura non dipenderà soltanto dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di costruire ambienti di lavoro credibili, sostenibili e umanamente attrattivi.
| Il Merck Jugendbarometer 2025 raccoglie la voce di oltre 1’000 giovani tra i 16 e i 30 anni provenienti da tutta la Svizzera. L’indagine, realizzata tra ottobre e novembre 2025, offre uno spaccato sulle aspettative, i valori e le priorità delle nuove generazioni. gfs.bern è un istituto indipendente svizzero specializzato in ricerca sociale e analisi dell’opinione pubblica. Da decenni studia l’evoluzione della società svizzera attraverso sondaggi, studi e analisi sui cambiamenti culturali, politici e generazionali. |

