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L'apprendistato come tecnologo della stampa: dal foglio bianco alla stampa passando per l’arcobaleno

   
AITI

I giovani che optano per questa formazione, hanno il compito di realizzare tutta la gamma di stampati a uno o a più colori esistenti sul mercato. Si occupano della pianificazione, della realizzazione e del controllo dei processi di stampa e tecnica printmedia partendo da dati analogici o digitali. Procederanno alla stampa monocromatica o multicolore su diversi supporti di fogli con procedura offset e per la piccola offset. Per fare questo, i giovani impareranno a preparare i macchinari e la carta, riempire i calamai e sorvegliare la qualità del prodotto anche grazie a mezzi tecnologici. Inoltre, dovranno essere in grado di procedere alla rifinitura in linea di stampati o effettuare semplici lavori in linea di allestimento. Per intraprendere la formazione, della durata di 4 anni, è sufficiente aver concluso le scuole dell’obbligo; in seguito ci si dovrà iscrivere alla SPAI di Bellinzona.

Abbiamo incontrato Gianfranco Erba, dipendente e attuale formatore degli apprendisti presso la Fratelli Roda SA di Taverne dal 1997. 

Una volta terminati gli studi, se un giovane fosse interessato a proseguire la propria formazione, quali possibilità avrebbe?
Le possibilità sono varie: si può optare per la maturità professionale per accedere alle scuole universitarie professionali (SUP), piuttosto che sostenere l’esame per conseguire l’attestato federale di agente commerciale di tipografia o di specialista aziendale nelle tecnologie di stampa ed imballaggio. In alternativa si può optare per l’esame professionale superiore quale manager in pubblicazioni o per la SSS di tecnica delle arti grafiche. Infine, si potrebbe pensare di proseguire la formazione presso una SUP per conseguire un bachelor in ingegneria dei media.

E a livello lavorativo, quali sono i principali sbocchi?
Chiaramente, gli sbocchi principali sono legati al settore della grafica, della pubblicità nonché altre professioni più commerciali o editoriali. In ogni caso, si tratta di mestieri in qualche modo legati al mondo del bianco e nero, dei colori e della fotografia.

Quali competenze, professionali ma anche personali, dovrebbe avere idealmente il giovane?
Innanzitutto molta buona volontà, professionalità e impegno. Dovrebbe avere un forte interesse per quello che è l’arte, la creazione artistica e la letteratura. A livello di attitudine è richiesta accuratezza e precisione così come la capacità di adattarsi alla continua evoluzione tecnologica; un’altra importante competenza è l’attitudine al lavoro di gruppo.

Le lingue sono necessarie?
Le lingue sono quantomeno auspicabili; ovviamente, al giorno d’oggi, in particolare inglese e tedesco. Ulteriori conoscenze linguistiche sono comunque sempre utili.

In futuro serviranno queste figure professionali?
Sicuramente si! Anzi, ricollegandomi a quanto detto in precedenza, con un po’ di buona volontà si potrà certamente seguire qualche percorso professionale ad oggi ancora sconosciuto.

Cosa direbbe per convincere un giovane a intraprendere questa formazione?
Quando si entra in un’azienda grafica, è sufficiente vedere il bianco, il nero e tutti i colori e vedere quello che esce dalla macchina da stampa. Entra il foglio bianco ed esce il foglio stampato; questo viene poi trasformato in un oggetto, un astuccio, una confezione che ritroviamo in farmacia piuttosto che al supermercato. Prodotti di ogni genere, riviste, libri, quaderni,… Si tratta di una professione proprio a 360 gradi, di tutti i colori proprio come l’arcobaleno.

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