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Il posto che manca non è in azienda, è all’asilo nido!

   
AITI
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La carenza di personale non si risolve soltanto assumendo. Si affronta anche creando le condizioni perché le persone possano lavorare e scegliere di costruire una famiglia. Per questo gli asili nido sono una delle infrastrutture più strategiche per il futuro del Ticino.

Il Ticino, come gran parte della Svizzera e dell'Europa, sta vivendo una trasformazione demografica profonda. Il numero delle nascite continua a diminuire, l'età media della popolazione aumenta e le imprese incontrano sempre maggiori difficoltà nel reperire personale qualificato. Si tratta di fenomeni strettamente collegati tra loro, che richiedono una visione di lungo periodo.

In questo contesto, gli asili nido non rappresentano soltanto un servizio alle famiglie. Sono una vera infrastruttura economica.

Per molti anni il tema della custodia dei bambini è stato affrontato prevalentemente come una politica sociale, finalizzata a sostenere le famiglie con maggiori difficoltà. Questa impostazione rimane importante, ma oggi rischia di essere insufficiente.

La disponibilità di posti negli asili nido incide infatti direttamente sulla partecipazione al mercato del lavoro. Quando una famiglia non riesce a trovare una struttura adeguata, spesso uno dei due genitori, nella maggior parte dei casi la madre, è costretto a ridurre o interrompere la propria attività professionale. Il risultato è una perdita di competenze per le imprese, una riduzione del reddito familiare e, nel medio periodo, una minore crescita economica.

In un territorio nel quale il reperimento di personale rappresenta già oggi una delle principali preoccupazioni delle aziende, questo fenomeno assume un'importanza strategica. È una riflessione che emerge con forza anche dai materiali di approfondimento elaborati da AITI sul tema della disponibilità di posti negli asili nido.

La situazione potrebbe evolvere ulteriormente nei prossimi anni. Il Parlamento federale ha infatti approvato la nuova Legge federale concernente il sostegno alla custodia istituzionale di bambini complementare alla famiglia, che introduce il nuovo assegno federale di custodia. Se il percorso legislativo sarà confermato, l'entrata in vigore potrebbe avvenire dal 2027. L'obiettivo è rendere economicamente più accessibili gli asili nido attraverso un contributo diretto alle famiglie.

Si tratta di una misura potenzialmente molto positiva, che deve però offrire l’opportunità di ripensare le politiche cantonali alla luce di questa importante novità, destinata con ogni probabilità a far impennare le richieste di posti nelle strutture di accoglienza della prima infanzia.

Esiste però una domanda inevitabile: cosa succede se cresce la domanda ma l'offerta di posti rimane sostanzialmente invariata? Il rischio è quello di assistere ad un aumento delle liste d'attesa proprio nel momento in cui sempre più famiglie avranno convenienza economica ad utilizzare queste strutture.

Investire nell'offerta significa investire nella competitività

Naturalmente il tema è complesso. Realizzare nuove strutture richiede investimenti, personale qualificato, autorizzazioni e standard di qualità che devono essere garantiti. Non spetta certo alle associazioni economiche individuare le soluzioni tecniche o normative più appropriate, ma appare invece legittimo evidenziare come il sistema economico abbia un interesse diretto affinché la capacità di accoglienza cresca in modo coerente con i bisogni delle famiglie e del mercato del lavoro.

Ogni genitore che può mantenere la propria attività professionale continua infatti a generare valore per l'impresa, reddito per la famiglia, consumi per l'economia e gettito fiscale per la collettività.

Un tema che riguarda anche la natalità

Esiste poi un aspetto ancora più profondo. Le giovani coppie prendono decisioni importanti sulla propria vita valutando anche il contesto nel quale vivono. La disponibilità di servizi per l'infanzia, la possibilità di conciliare lavoro e famiglia e la percezione di un sistema che sostiene concretamente la genitorialità influenzano anche la scelta di avere figli.

Nessuno immagina che un maggior numero di posti negli asili nido possa, da solo, invertire il calo delle nascite. Tuttavia rappresenta uno degli elementi che contribuiscono a creare un ambiente favorevole alla famiglia, insieme ad altre politiche di welfare, alla flessibilità organizzativa delle imprese, allo smart working quando possibile e ad una cultura aziendale attenta alle esigenze delle persone.

La sfida demografica non appartiene esclusivamente alla politica, né soltanto alle imprese. Richiede una collaborazione tra istituzioni, aziende, operatori del settore e territorio.

Sempre più imprese stanno comprendendo che sostenere la conciliazione tra lavoro e famiglia non significa semplicemente offrire un benefit ai propri collaboratori. Significa investire nella propria capacità di attrarre talenti, trattenere competenze, ridurre il turnover e costruire un'organizzazione più resiliente. È anche in questa prospettiva che iniziative di collaborazione tra il mondo economico e i servizi educativi per la prima infanzia assumono un valore che va ben oltre il singolo progetto.

Guardare oltre l'emergenza

La diminuzione della natalità, l'invecchiamento della popolazione e la crescente difficoltà di reperire personale non sono fenomeni temporanei. Costituiranno una delle principali sfide del Ticino nei prossimi decenni. Affrontarle significa avere il coraggio di guardare oltre l'emergenza quotidiana e riconoscere che alcune infrastrutture, pur non essendo tradizionalmente considerate "economiche", sono ormai diventate essenziali per la competitività del territorio. Gli asili nido appartengono a questa categoria.

Investire oggi nella prima infanzia significa creare le condizioni affinché più persone possano lavorare, più famiglie possano progettare serenamente il proprio futuro e le imprese possano continuare a trovare le competenze di cui avranno bisogno domani. È una riflessione che merita di essere affrontata senza contrapposizioni ideologiche, con uno sguardo pragmatico e orientato al futuro.

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