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Il futuro entra in azienda

   
AITI
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Ci sono inizi che rimangono impressi nella memoria. Il primo giorno di scuola, certamente. Ma anche il primo giorno di lavoro: la sveglia un po’ prima del solito, l’ingresso in un luogo ancora sconosciuto, nuove persone da incontrare, un mestiere da scoprire e la sensazione di essere diventati improvvisamente un po’ più grandi.

Per molti giovani ticinesi, le prossime settimane avranno proprio questo significato. Con l’avvio del nuovo anno scolastico e formativo, tanti apprendisti torneranno nelle aziende e negli istituti professionali per proseguire il percorso iniziato. Per altri, quelli del primo anno, si aprirà invece una pagina completamente nuova.

È un momento che appartiene innanzitutto a loro, ma non soltanto a loro. Riguarda le famiglie che li hanno accompagnati nelle scelte, i formatori e le formatrici in azienda, i colleghi che diventeranno punti di riferimento, i docenti, le scuole professionali, i corsi interaziendali, i servizi di orientamento e le istituzioni.

E riguarda profondamente anche le imprese. Perché quando un’azienda decide di formare un apprendista non sta semplicemente offrendo un posto di tirocinio: sta investendo nella prossima generazione e nel futuro del territorio.

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Un impegno che assume oggi un significato ancora maggiore. Proprio in questi giorni, i dati demografici ci consegnano infatti un passaggio simbolico: per la prima volta in Svizzera le persone con più di 65 anni hanno superato numericamente quelle con meno di 20 anni. Un dato che racconta una trasformazione profonda della nostra società e che rende ancora più evidente l’importanza del ricambio generazionale.

Le competenze, infatti, non si trasferiscono automaticamente. Il sapere professionale nasce dall’incontro tra studio ed esperienza, tra chi entra oggi nel mondo del lavoro e chi ha costruito negli anni conoscenze tecniche, capacità e cultura aziendale. È proprio qui che il sistema della formazione professionale duale dimostra tutta la sua forza.

Formare un giovane richiede tempo, organizzazione, pazienza e responsabilità. Significa spiegare, accompagnare, correggere, lasciare spazio per imparare e, qualche volta, anche per sbagliare. Ma significa soprattutto riconoscere un potenziale ancora da costruire.

Per questo, all’inizio del nuovo anno scolastico, desideriamo rivolgere un ringraziamento particolare alle imprese che accolgono apprendiste e apprendisti, ai formatori aziendali, alle scuole, ai docenti, alle istituzioni, alle associazioni professionali e a tutti gli stakeholder che contribuiscono ogni giorno al funzionamento di questo sistema.

E ai ragazzi, soprattutto a quelli che stanno per varcare per la prima volta la porta della propria azienda formatrice, un augurio semplice: siate curiosi, fate domande, osservate, imparate e non abbiate paura di mettervi alla prova.

Perché ogni volta che un giovane impara un mestiere, una competenza nasce, un sapere viene trasmesso e un’impresa prepara il proprio domani.

Il futuro del nostro territorio comincia anche così: entrando in azienda.

 

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