Il controllo della provenienza delle materie prime

La Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR: corporate social responsibility) indica un modello di comportamento volontario basato sull’attenzione da parte delle aziende nei confronti di varie problematiche – principalmente di carattere sociale ed ecologico – nello svolgimento della propria attività industriale e commerciale. Questa sensibilità cattura l’attenzione dell’opinione pubblica e si concentra sull’integrità delle imprese e sugli atteggiamenti che esse assumono non solo nei confronti degli azionisti, ma della collettività nel suo complesso oltre che dei dipendenti.

In questo articolo, in particolare, ci soffermeremo sul controllo della provenienza delle materie prime presentandolo sotto più punti di vista raccontando l’esperienza di Rex Articoli Tecnici SA.

Un secondo approccio alla questione è quello che ci illustra Marco Favini, Presidente della Rex Articoli Tecnici SA di Mendrisio. Tutto nasce un po’ per caso attorno al 2013. Sono anni in cui, a causa della crisi, gli speculatori decidono di investire meno nelle valute e metalli preziosi e lanciano una gara all’acquisto di gomma naturale. In breve tempo il prezzo di questo materiale quotato in borsa passa da 1,50 Euro al chilo a 5,20. In questo contesto l’azienda di Mendrisio si era trovata a siglare grossi contratti - della durata di alcuni anni - per diversi tunnel nel mondo (tra questi anche quello del Gottardo). Questa situazione non lascia indifferente il Sig. Favini che teme che ulteriori variazioni di prezzo come quella già avvenuta possano mettere in difficoltà o perfino pregiudicare l’esistenza della Rex Articoli Tecnici SA.

Una sera ecco che l’ispirazione arriva direttamente dalla televisione: un documentario mandato in onda da SRF racconta la storia di uno svizzero trasferitosi in Costa d’Avorio. Dopo aver avviato un’ampia coltivazione di ananas e aver piantato piante da gomma, il Sig. Daehler è costretto a lasciare il territorio a seguito della guerra civile. Il suo sogno rimane però quello di tornare e riprendere quanto lasciato.

La macchina si mette in moto

Trascorre soltanto una notte tra il documentario e la prima telefonata con una proposta concreta al Sig.Daehler . Favini non perde tempo e già la settimana dopo si reca per la prima volta in Costa d’Avorio per cercare di concretizzare l’idea ambiziosa di partecipare direttamente alla gestione di una propria piantagione. Così facendo potrebbe garantire alla propria azienda la costanza del prezzo e un aumento della qualità della materia prima; contemporaneamente avrebbe la garanzia di una materia prima prodotta in maniera sostenibile e dalla provenienza garantita.

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Le difficoltà e il lieto fine

Una volta intraprese le trattative per l’acquisto dei terreni si scopre che gli stessi sono stati lottizzati, pratica molto poco diffusa in Africa. A questo punto sono necessari gli interventi da parte dell’Ambasciatore svizzero e più in generale della politica – non da ultimo grazie al supporto del governo svizzero ai Paesi in via di sviluppo –. Il complicato iter passa perfino per il preavviso favorevole da parte degli anziani del villaggio ma alla fine è un successo. Per riuscire a concretizzare l’acquisto dei circa 450 ettari di terreno è necessario avviare una raccolta fondi. Una cordata di imprese decide di sposare l’idea di Favini e, con i fondi raccolti, viene creata una nuova azienda che di fatto possiede il terreno e si occupa della sua gestione. Rex Articoli Tecnici SA partecipa con una quota di minoranza. Immediatamente dopo l’acquisto – in ossequio alle regolamentazioni che impediscono le monocolture – si iniziano a piantare nuovi alberi da gomma e, contemporaneamente, banani e piante di cacao. Questa scelta deriva da una considerazione molto semplice: perché dalle prime piante si possa produrre la gomma sono necessari 7 anni. Se da una parte i primi raccolti saranno pertanto pronti soltanto fra un paio di anni, dall’altra in questi anni di attesa si sono potute raccogliere dapprima le banane e in seguito il cacao, le cui piante vegetano al meglio all’ombra delle piante ad alto fusto della gomma.

Una materia prima sostenibile e di qualità

Nel 2016 erano circa 115'000 le piante di caucciù presenti nella piantagione; un numero che negli ultimi anni è ulteriormente cresciuto. Per la gestione della zona e il mantenimento sono impiegate 150 persone che, grazie a questo progetto, possono contare su una fonte di reddito sicura e superiore alla media. La piantagione non è assolutamente invasiva; trattandosi di una pianta ad alto fusto che non necessita di concimazioni particolari, il territorio non risente di questo genere di coltivazione. Foto 4 (1)Anzi, con la cura della zona e le varie opere realizzate, l’intero territorio è perfino valorizzato. Inoltre, da qualche anno è stata edificata una scuola grazie alla quale è anche possibile insegnare alla popolazione locale come coltivare. Favini si è impegnato in prima persona per raccogliere il materiale necessario: banchi, sedie e lavagne sono partite direttamente da Mendrisio insieme ad alcuni veicoli non più utilizzati in azienda. L’impegno si è limitato però ad una questione infrastrutturale: l’autonomia locale è garantita e i docenti impiegati nella scuola sono forniti direttamente dallo Stato locale.

I piani per il futuro

Sebbene la raccolta della gomma dalle piante seminate non sia neppure iniziata, il progetto è già pronto ad evolvere ulteriormente. Attualmente la gomma prodotta dalle piante vecchie piante esistenti viene portata nei grandi centri di raccolta per essere lavata, triturata e lavorata in balle di gomma naturale. Nell’immediato futuro si installerà un impianto per la prima lavorazione della gomma in modo da poterla trattare nel migliore dei modi e poter contare su un prodotto di alto livello e qualità costanti. In questo modo saranno creati ulteriori posti di lavoro.

Insomma, in casa Rex, l’obiettivo di avere una materia prima di qualità, lavorata in maniera ottimale e di cui si conoscono le origini, fa rima con sostenibilità e attenzione per il territorio.

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