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Fabio Regazzi: le PMI non devono pagare il canone radio tv!

   
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Dal 1° gennaio 2019, il canone radiotelevisivo viene addebitato alle economie private e alle imprese, a differenza di quanto avveniva in passato, indipendentemente dal possesso o meno di apparecchi di ricezione. Le imprese assoggettate all’IVA in Svizzera che realizzano una cifra d’affari a livello mondiale pari o superiore a 500 000 franchi all’anno soggiacciono automaticamente al pagamento del canone. Fabio Regazzi, Presidente AITI e Consigliere nazionale, sta combattendo la battaglia a Berna affinché si possa trovare una soluzione che sgravi le aziende da questo ingiusto pagamento:

AITI Canone aziende

“Il pagamento del canone radiotelevisivo da parte delle aziende è di principio molto discutibile; in effetti le aziende non utilizzano che in minima parte il servizio offerto dalla RSI, visto che normalmente i collaboratori di solito non guardano la televisione o ascoltano la radio mentre sono al lavoro. Inoltre siamo di fronte a una doppia imposizione ingiustificata, tenuto conto che i titolari come pure i collaboratori delle aziende sono già soggetti alla tassa in qualità di privati cittadini. Inoltre, il criterio della cifra d’affari utilizzato per calcolare l’importo dovuto e la scala di imposizione penalizza le PMI.”

Puoi farci qualche esempio?

“Niente di più semplice. Il criterio della cifra d’affari è sicuramente stato un compromesso che ha permesso di ridurre al minimo la burocrazia; questo non è però ottimale poiché cifra d’affari e guadagno effettivo non vanno per forza di cose di pari passo. Un esempio pratico può essere quello di un’azienda che lavora metalli preziosi; il prezzo di vendita della materia prima è estremamente elevato e questo fa aumentare la cifra d’affari. Ma anche i costi di acquisto della stessa materia sono importanti. La cifra d’affari aumenta esponenzialmente ma il guadagno non è forzatamente elevato. Inoltre, la scala d’imposizione attualmente in vigore penalizza le PMI. Chi ha una cifra d’affari di 30 miliardi di franchi paga un canone di 35'000 franchi mentre chi ha una cifra d’affari di 1 milione paga un canone di 900 franchi. Da una parte abbiamo un’azienda che fattura 30'000 volte meno dell’altra ma paga un canone che è soltanto di 39 volte inferiore”.

AITI Canone aziende 2

Quale può essere la soluzione?

“L’iniziativa parlamentare depositata del collega zurighese Gregor Rutz – che chiede l’abolizione della tassa a carico delle imprese – da me sostenuta e approvata recentemente dal Consiglio nazionale, avrebbe permesso di risolvere il problema alla radice. Purtroppo tale iniziativa ritorna ora agli Stati dove, come già successo in prima battuta, le chances che possa trovare una maggioranza sono molto scarse. Per questo nel corso di questa sessione ho inoltrato al Consiglio nazionale un’iniziativa parlamentare che chiede di esentare tutte le PMI con meno di 250 collaboratori dal pagamento del canone radio-tv; la stessa è stata firmata da ben 50 colleghi, compresi i presidenti di 3 partiti (UDC, PPD e VL). Ritengo che questa proposta sia ben mirata e sono fiducioso che potrà trovare un ampio consenso, almeno all’interni dei partiti borghesi. Spero quindi di poter tornare a Berna in dicembre per portare avanti questa proposta in Parlamento”.

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