Per molte imprese ticinesi la trasformazione digitale è già entrata in azienda, spesso senza fare troppo rumore. È nel gestionale che dialoga con la produzione, nel preventivo preparato più rapidamente, nel cliente che si aspetta una risposta quasi immediata, nel collaboratore che usa strumenti di intelligenza artificiale per scrivere, tradurre, analizzare o organizzare informazioni. Il punto, oggi, non è più chiedersi se il digitale arriverà. È capire come governarlo.
Il rapporto di sintesi del Programma nazionale di ricerca “Trasformazione digitale” NFP 77 offre uno spunto importante: il digitale non produce valore da solo. Una nuova piattaforma, un algoritmo o un sistema automatizzato diventano davvero utili solo quando risolvono un problema reale dell’impresa. Per una PMI ticinese questo può voler dire ridurre tempi morti in officina, migliorare la pianificazione, evitare doppi inserimenti amministrativi, seguire meglio i clienti esteri o leggere con più precisione i dati di vendita.
La tecnologia, quindi, va scelta partendo dal lavoro quotidiano. Dove si perde tempo? Dove nascono errori? Quali informazioni restano chiuse in file, mail o reparti separati? Quali attività potrebbero essere semplificate per liberare energie da dedicare a qualità, innovazione e relazione con il cliente? Sono domande molto pratiche, ma decisive.
Un altro messaggio forte riguarda le persone. La digitalizzazione non funziona se viene percepita come un progetto “degli informatici” o come un’imposizione calata dall’alto. Funziona quando chi lavora nei processi viene coinvolto, ascoltato e formato. In molte aziende ticinesi il know-how è nelle mani di collaboratori esperti, tecnici, amministrativi, commerciali e responsabili di reparto. Se questo sapere non entra nei progetti digitali, il rischio è acquistare strumenti sofisticati ma poco utilizzati.

L’intelligenza artificiale rende questo passaggio ancora più urgente. Non si tratta solo di sostituire attività ripetitive. Si tratta di capire come affiancare le competenze umane: preparare analisi, individuare anomalie, migliorare documenti, accelerare ricerche, sostenere il servizio al cliente. Le imprese che sapranno usare l’IA come leva per aumentare capacità e non solo per tagliare costi avranno un vantaggio competitivo più solido.
Per il Ticino, territorio di PMI, filiere specializzate e relazioni oltre confine, il digitale può essere un moltiplicatore. Può aiutare a essere più rapidi, più precisi, più vicini ai clienti e più attrattivi per nuovi talenti. Ma richiede metodo: piccoli passi, obiettivi chiari, dati affidabili, attenzione alla sicurezza e disponibilità a correggere la rotta.
C’è poi un tema di fiducia. Clienti, fornitori e collaboratori vogliono sapere che i dati sono gestiti con responsabilità, che gli strumenti digitali non complicano inutilmente il lavoro e che le decisioni restano comprensibili. Cybersecurity, qualità dei dati e trasparenza non sono dettagli tecnici: sono parte della reputazione aziendale.
La trasformazione digitale, in fondo, non è una corsa all’ultimo software. È una questione di leadership imprenditoriale. Significa scegliere dove intervenire, quali competenze rafforzare e quale ruolo dare alla tecnologia nel modello di business. Per le imprese ticinesi la sfida è concreta: usare il digitale non per inseguire una moda, ma per lavorare meglio, decidere più rapidamente e restare competitive in un mercato che cambia.
Fonte: Programma nazionale di ricerca “Trasformazione digitale” NFP 77, rapporto di sintesi Bildung, Vertrauenswürdigkeit und Governance in der digitalen Transformation.
PNR 77
Il Programma nazionale di ricerca «Trasformazione digitale» (PNR 77) ha preso il via nel 2018, su mandato del Consiglio federale, con lo scopo di identificare le opportunità offerte dalla svolta digitale e le possibili ripercussioni negative che ne conseguono. La ricerca si è incentrata sui cambiamenti che interessano il settore della formazione, il mercato del lavoro e la democrazia. Tra il 2020 e il 2025, con un budget complessivo di 30 milioni di franchi, sono stati attuati in totale 46 progetti.

