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La collaborazione in home working è possibile?

   
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La pandemia ci ha costretti a lavorare in remoto, con tutti i vantaggi e gli svantaggi di questa nuova modalità. Un elemento essenziale della comunicazione aziendale sembra però inconciliabile con lo smart working o l’home working: la collaborazione. Alcuni strumenti digitali aiutano nel mantenere la collaborazione tra colleghi e tra superiori, tuttavia rimane problematica a causa dell’assenza di uno spazio fisico condiviso.

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Da un’indagine di Deloitte è emerso che le nuove tecnologie stanno rispondendo alla necessità di ristabilire e facilitare le interazioni, aiutando i lavoratori a collaborare efficacemente a distanza. È evidente che la maggior parte delle attività svolte in azienda non richiedano davvero un’interazione faccia a faccia, ma ce ne sono altre che ne necessitano fortemente: riunioni per coordinare sviluppo di software, sessioni di brainstorming per generare idee su nuovi prodotti, conversazioni per scambiare rapidamente informazioni utili. Deloitte definisce queste collaborazioni di alto livello. Le attività di collaborazione “high-touch” sono state messe a dura prova dal lavoro a distanza, ma possono (e devono) essere incrementate dai quadri dirigenti anche durante il periodo pandemico.
In particolare, una nuova serie di strumenti di collaborazione digitale è emersa in risposta alle esigenze delle aziende con forza lavoro da remoto:

  1. Videoconferenza: quando la pandemia Covid-19 ha fatto capolinea nella quotidianità di milioni di lavoratori, molte aziende hanno risposto subito aumentando il loro uso delle videoconferenze, attraverso l’utilizzo di app e piattaforme specifiche (Zoom, Microsoft Teams);
  2. Ideazione e whiteboard: la collaborazione è fondamentale durante l’ideazione di un nuovo prodotto o servizio. Un’impostazione classica include una lavagna vuota, dei pennarelli e un team con idee pronte da condividere. Lo spazio lavoro ideale può essere però replicato in digitale: si tratta della whiteboard, la lavagna interattiva, che molti fornitori già offrono (Microsoft, Miro, Mural);
  3. Uffici virtuali: altri strumenti tentano di replicare gli spazi dell’ufficio sullo schermo del computer, mostrando ciò che i colleghi stanno facendo. Emulando i tipi di interazioni naturali e rapide che avvengono sul posto di lavoro, queste piattaforme sono in grado di mostrare il contesto dei colleghi e consentono una personalizzazione significativa (es. avatar);
  4. Ambienti immersivi: questa è una categoria ancora emergente. Si tratta di strumenti che mirano a consentire ai lavoratori di connettersi, condividere esperienze e partecipare a scenari di vita reale simulati, utilizzando realtà aumentata o virtuale.

AITI_strumenti per la collaborazione in home working_videoconferenz (1)

I fornitori di collaborazione stanno rispondendo rapidamente alle nuove esigenze che il lavoro in remoto richiede con strumenti innovativi e interattivi. È probabile che molti lavoratori rimarranno, almeno parzialmente, in una situazione di lavoro in remoto. I manager dovrebbero iniziare a implementare l’uso di nuovi strumenti di collaborazione “high-touch” da remoto, per garantire la stessa qualità del lavoro in presenza. La pandemia può essere un’opportunità per il lavoro del futuro, cambiando radicalmente le sue modalità.

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