La campagna di collocamento 2026 conferma la solidità della formazione professionale duale. A livello svizzero, i primi dati dell’anno indicano una situazione sostanzialmente stabile, sostenuta dal continuo impegno delle aziende nella formazione e nel ricambio generazionale.
Anche in Ticino l’andamento è in linea con gli anni precedenti. All’inizio di luglio erano già stati sottoscritti 897 nuovi contratti di apprendistato e risultavano ancora disponibili oltre 530 posti. Poiché una parte importante dei contratti viene tradizionalmente conclusa durante l’estate, le prossime settimane saranno decisive per avvicinarsi nuovamente all’obiettivo di circa 2’600 nuovi apprendistati.
I dati sono incoraggianti. Tuttavia, la firma di un contratto rappresenta soltanto il primo passo. Il vero successo si misura nella capacità di trasformare ogni posto di tirocinio in un percorso formativo di qualità, accompagnando il giovane fino al conseguimento del titolo e preparandolo ad affrontare con consapevolezza il mondo del lavoro.
Assumere un apprendista non significa infatti inserire in azienda una persona già completamente formata. Significa accogliere una ragazza o un ragazzo che sta progressivamente costruendo la propria identità professionale, imparando un mestiere e confrontandosi, spesso per la prima volta, con responsabilità, regole, scadenze e relazioni proprie di un ambiente di lavoro.
Per l’impresa si tratta di un impegno importante. Non è sufficiente mettere a disposizione una postazione o assegnare delle attività. Servono obiettivi chiari, un’accoglienza strutturata, persone di riferimento disponibili e momenti regolari di verifica. È necessario spiegare, osservare, correggere e responsabilizzare, lasciando anche lo spazio necessario per porre domande e imparare dagli errori.
Centrale è quindi il ruolo dei formatori e delle formatrici aziendali. La conoscenza approfondita di una professione è indispensabile, ma non sempre è sufficiente per saperla trasmettere. Occorrono anche capacità comunicative, relazionali e pedagogiche, insieme alla disponibilità ad adattare progressivamente le richieste alle competenze e al grado di autonomia dell’apprendista.

La formazione assume un valore ancora maggiore in un momento in cui digitalizzazione, automazione e intelligenza artificiale stanno trasformando rapidamente molte professioni. Le imprese non sono chiamate soltanto a insegnare le procedure utilizzate oggi, ma anche a sviluppare nei giovani curiosità, pensiero critico, capacità di collaborazione e disponibilità ad aggiornarsi.
Un buon percorso dipende inoltre dalla collaborazione tra azienda, scuola, famiglia e organizzazioni del mondo del lavoro. Quando le aspettative dei diversi attori non sono sufficientemente chiare, possono aumentare le difficoltà, le incomprensioni e i cambiamenti di percorso. Il dialogo e la condivisione tempestiva dei problemi aiutano invece a individuare soluzioni prima che le situazioni diventino difficilmente recuperabili.
Formare apprendisti significa investire contemporaneamente nei giovani, nell’impresa e nel territorio. Significa trasmettere competenze ed esperienza, preparare il ricambio generazionale e costruire le professionalità di cui le aziende avranno bisogno domani.
La stabilità dei posti offerti e dei contratti firmati conferma che molte imprese continuano a credere nel valore della formazione professionale. A tutte le aziende formatrici, e in particolare alle persone che ogni giorno accompagnano gli apprendisti con impegno, competenza e passione, va quindi un sincero ringraziamento. Il loro contributo non si limita alla formazione di una nuova generazione di professionisti: rafforza l’intero sistema economico e sociale del nostro territorio.

